Il Gruppo del Cerchio si riconosce nei valori del Movimento Colibris

Il Movimento dei Colibris

All’inizio chiamato Movimento per la Terra e l’Umanesimo, il Movimento Colibris prende il nome da una leggenda degli indiani d’America, narrata da Pierre Rabhi, agricoltore francese d’origine algerina, filosofo, pioniere dell’agroecologia e inventore del concetto di “oasi in tutti i luoghi”.

Il Movimento Colibris è una piattaforma di incontro e scambio che si rivolge a tutti coloro che vogliono agire, cercano soluzioni concrete o sviluppano alternative intorno alle pratiche dell’agro-ecologia.

 La leggenda del Colibrì

Un giorno – dice la leggenda – ci fu un immenso incendio nella foresta. Tutti gli animali erano terrorizzati e guardavano la loro casa andare in fumo. Tutti, tranne il piccolo colibrì che invece andava e veniva dal fiume portando nel becco un goccia d’acqua per gettarla sul fuoco. Dopo un po’ il rinoceronte infastidito dalla sua ostinazione gli gridò: “Sei ridicolo, colibrì! Non è con queste gocce d’acqua che spegnerai il fuoco!”. Il colibrì gli rispose: “Lo so, ma io faccio la mia parte.”

L’incontro

Era maggio e ci trovavamo a Parigi, in casa di Clementine Deroudille, giornalista e nipote di Robert Doisneau. “Dovete invitare nel vostro Festival Pierre Rabhi, il pioniere dell’agro–ecologia – disse – è il viaggiatore più extra-ordinario della Francia”. Mosse da profonda curiosità siamo così partite per Montpellier dove Rabhi teneva una conferenza e il mattino seguente ci fu l’incontro. Pierre ci parlò della necessità che ognuno facesse la propria parte per ridare gioia alla terra e alle persone, la prima depredata dalla mano dell’uomo, le seconde depredate da se stesse in nome della logica folle del profitto ad ogni costo. Uscendo dal piccolo albergo nel quale ci aveva ricevute, Pierre ci confidò che gli sarebbe piaciuto un giorno venire al Festival Per sentieri e remiganti, ma bisognava che quell’incontro seminasse il terreno, che fosse l’inizio di un viaggio e non l’arrivo. Capimmo che per il 2012 non ci saremmo riuscite e così gli proponemmo di realizzare intanto una video-intervista da portare nel Festival. Egli accettò e noi partimmo per l’Ardeche, dove Rabhi vive. L’incontro avrebbe dovuto durare mezz’ora: Igor e Carola girarono invece per oltre due ore. Pierre raccontava della necessità di ritrovare l’humus, il fertilizzante fatto di umanità, umidità e umiltà che ristora la terra e le coscienze, e noi capivamo che quell’intervista sarebbe diventata qualcosa di più. Stava nascendo IL MIO CORPO È LA TERRA, la docu-intervista realizzata con Igor Piumetti e prodotta dal Gruppo del Cerchio che racconta di un uomo minuto che sta cambiando il mondo con la forza della semplicità, della gioia e della bellezza del creato. Fu a quel punto che incontrammo anche i compagni di viaggio necessari per preparare un buon terreno, come a suo tempo aveva chiesto Rabhi. Conoscemmo le socie di Aicare e della cooperativa sociale Cavoli Nostri. Rafforzate da sensibilità e interessi comuni verso temi come la bellezza, l’ecologia e il viaggio, decidemmo di andare tutte insieme in Ardèche per invitare ufficialmente Pierre in Italia. A quel punto, Pierre disse finalmente “sì” e venne a torino nel Festival 2013.

Da lì la collaborazione con il Movimento Colibris e tante altre cose che presto vi racconteremo.

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Movimento Colibris

Pierre Rabhi